Qualche giorno fa, nelle stories di Instagram, ho postato uno sticker per discutere insieme dei dubbi sul vaccino anti-covid 19.
Sono stato felice di fare chiarezza su un tema attualissimo e di grande importanza. Per chi si fosse perso quelle stories, le ho salvate in evidenza sul mio profilo Instagram. Riporto qui le principali domande per maggiore chiarezza e per approfondire le risposte.

Troppo veloce, non mi fido. Che ne pensa?
I test richiesti dalle autorità ed effettuati sui candidati vaccini contro il Sars-Cov-2 sono gli stessi di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. In Europa si è riusciti a velocizzare l’iter grazie alle maggiori risorse a disposizione e adottando un sistema di revisione della documentazione particolare, che prevede di esaminare i risultati delle varie fasi della sperimentazione man mano che arrivano e non “in blocco” alla fine.

Mi spaventano gli effetti collaterali.
Come tutti i vaccini anche quelli contro il Sars-Cov-2 possono dare effetti indesiderati. Nel corso della sperimentazione sono state riscontrate le reazioni comuni, già viste in altre vaccinazioni. In tutti i paesi che hanno adottato il vaccino, Italia compresa, c’è comunque un sistema di sorveglianza che raccoglie le segnalazioni.

Funziona davvero?
Per essere approvati dalle autorità regolatorie tutti i vaccini devono aver dato prova di efficacia. Nel mondo sono in corso test sull’uomo di diverse decine di altri candidati, alcuni dei quali in fase avanzata, che verranno approvati se si riveleranno efficaci e sicuri.

Ma che vuol dire Rna?
Di solito nella vaccinazione viene iniettato il virus (o il batterio) ‘indebolito’, oppure una parte di esso. Il sistema immunitario riconosce l’’intruso’ e produce gli anticorpi che utilizzerà quando incontra quello ‘vero’. Nel caso dei vaccini a Rna invece si inietta l’istruzione per produrre una particolare proteina, detta proteina spike, che è quella che il virus utilizza per “attaccarsi” alle cellule. La cellula produce quindi da sola la proteina ‘estranea’, che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi.

Sono celiaca e non so se posso farlo o no
Non ci sono evidenze scientifiche che suggeriscano che le persone affette da celiachia
abbiano un rischio superiore alla popolazione generale, di sviluppare effetti indesiderati
in seguito alla somministrazione del vaccino contro il SARS-CoV-2. Pertanto, si raccomanda che le persone affette da celiachia seguano le indicazioni delle Autorità di Sanità Pubblica rivolte alla popolazione generale, riguardo alla vaccinazione contro il SARS-CoV-2.

Secondo me se lo faccio mi infetto, è possibile?
Il vaccino induce l’immunità fornendo a cellule umane esclusivamente le istruzioni per produrre un frammento del virus, la proteina Spike, che indurrà la produzione di anticorpi specifici verso il virus SARS-CoV-2.
Con questi vaccini, quindi, non viene somministrato alcun virus, né vivo né attenuato, e la sola proteina spike non può causare infezione o malattia.
Una eventuale malattia COVID-19 successiva alla vaccinazione, può essere causata solo da una infezione naturale del virus, contratta indipendentemente dal vaccino.

Poi sono immune? Per quanto?
L’efficacia riscontrata dagli studi clinici si riferisce ad alcuni giorni dopo la seconda dose. Sebbene anche dopo la prima dose è verosimile che ci sia una certa protezione dal virus, questa non è immediata dopo l’inoculazione del vaccino, ma si sviluppa progressivamente dopo almeno 7-14 giorni dall’iniezione. La seconda dose del vaccino, effettuata ad alcune settimane dalla prima, ha il compito di rinforzarla e renderla più prolungata.
Le osservazioni fatte nei test finora hanno dimostrato che la protezione dura alcuni mesi, mentre bisognerà aspettare periodi di osservazione più lunghi per capire se una vaccinazione sarà sufficiente per più anni o servirà ripeterla. Non è ancora chiaro, ma sono in corso studi in merito, se il vaccino protegge solo dalla malattia o impedisce anche l’infezione. Almeno in un primo momento anche chi è vaccinato dovrebbe mantenere alcune misure di protezione.

Sto allattando, è meglio non farlo?
Non sono disponibili dati specifici sulla sicurezza dei vaccini COVID-19 durante l’allattamento al seno, né sugli effetti dei vaccini a mRNA sul bambino allattato o sulla produzione/secrezione del latte materno. In generale, l’uso del vaccino durante l’allattamento dovrebbe essere deciso dopo aver considerato i benefici e i rischi.
Si forniscono di seguito ulteriori informazioni da alcune agenzie internazionali o da società scientifiche per potere approfondire l’argomento:
I Centers for Disease Control (CDC) statunitensi indicano che le donne che allattano al seno e fanno parte di un gruppo a cui è stato consigliato di ricevere un vaccino COVID-19 (es. gli operatori sanitari) possono scegliere di essere vaccinate.
L’American College degli Ostetrici e Ginecologi raccomanda che i vaccini COVID-19 siano offerti alle donne che allattano in base ai gruppi di priorità visto che le preoccupazioni teoriche riguardanti la sicurezza della vaccinazione non superano i potenziali benefici di ricevere il vaccino. Non è necessario evitare di iniziare o interrompere l’allattamento al seno nelle donne che ricevono un vaccino COVID-19.
Infine, secondo il documento “COVID-19: consenso inter-societario su allattamento e vaccinazione” firmato da SIN (Società Italiana di Neonatologia), SIP (Società Italiana di Pediatria), SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale), SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), AOGOI (Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani), SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), la vaccinazione COVID-19 attualmente va giudicata come compatibile con l’allattamento.

Ho avuto il covid. Adesso ho gli anticorpi. Posso farlo ugualmente?
Non vi sono ancora evidenze scientifiche che provino un’immunità di lungo corso a chi abbia contratto il covid 19. Quindi, farà il vaccino in base alla categoria sociale alla quale appartiene e secondo le fasi del piano vaccinale nazionale.

(Questa non è una domanda, ma richiedeva la mia personale opinione)
Io non lo faccio.
Non fare il vaccino è una scelta personale, ma che può confizionare anche chi sta intorno a noi: parenti, figli, coniuge e genitori anziani. Vaccinarsi è un’opera di bene per la comunità, in primis per coloro ai quali vogliamo più bene. Ci ripensi!

Per qualsiasi altra domanda o spunti sul tema scrivetemi nel box dei commenti qui in basso o sui miei social.